Portamento e sguardo e sguardo fiero, come solo certi sardi sanno essere. «Cerchiamo di rappresentare in modo fedele un’epoca che ci appartiene, quella dei nostri nonni e bisnonni, che non andavano certo in giro a sbandierare sorrisi o cercare consensi». Sintetizza così, Franco Zuncheddu, la filosofia dei ruppi folk burceresi. Tradizioni popolari (del quale è “primo ballerino”) e Sa mitz ‘e su salixi, reduci dalla kermesse organizzata a Ostia dal circolo culturale Quattro mori con la Pro loco Burcei.
Fierezza e orgoglio tipici della gente di montagna. preziosi costumi dai colori e modelli variegati, frutto di una minuziosa ricerca di Pino Serra, eseguita a ritroso nei secoli e realizzati secondo i dettami della moda passata: un abito per ogni occasione, quello delle giovinette e quello delle anziane o delle vedove, il vestito da lavoro e quello della domenica. «Alcuni sono originali», precisa Dino Serra, giovane neopresidente della Pro loco. che ha capeggiato il trasloco” a Roma di alcune delle attività più significative della cultura ed economia del paesino del Campidano
Oltre al folklore, la rappresentazione di alcuni mestieri locali: pastorizia, enogastronomia e agricoltura.Antonio e
Palmerio hanno sfornato formaggi e ricotta, davanti a un folto e curioso pubblico che ha degustato i fumanti prodotti; Clara e le altre donne impegnate nella Pro loco hanno realizzato i tipici culixonis burceresi; il classico arrosto di capra allo spiedo. secondo l’usanza del posto. fatto da Raffaele e gli amici della Pro loco.
Ma il piatto forte della festa erano le ciliegie; quelle che hanno reso famosa Burcei in tutta la Sardegna, per la qualità di prim’ordine e la genuinità, distribuite alle migliaia di persone transitate per l’evento. Sardi (oltre 13 mila sono i residenti a Ostia), ma anche romani, hanno fatto
man bassa dei tipici prodotti burceresi esposti negli stand e partecipato alla danze sarde eseguite dai gruppi di giovani tra i 15 e 40 anni.

Accompagnati dalla chitarra e l’organetto del maestro Paolo Zicca, hanno eseguito i classici balli isolani nel rispetto dell’autentica tradizione sarda.

I due gruppi folk sono un piccolo gioiello fra le peculiarità che Burcei aspira a far conoscere fuori dai propri confini, anche con l’impegno del sindaco, Pino Caria, che ha partecipato alla due giorni romana e ha assicurato che «si farà di tutto perché questo evento non resti un caso isolato».
11 gruppo Sa mitz’e su stlixi, costola della Pro loco, ha mosso i primi passi pochi anni fa alla riscoperta e valorizzazione delle danze popolari. Attualmente è Paolo Zicca a seguirne l’evoluzione
la crescita. Il professionista si è anche esibito durante la kermesse con il proprio repertorio: alla chitarra ha eseguito alcuni del brani più conosciuti delle melodie tradizionali, e la romantica Non potho reposare è stata molto apprezzata soprattutto dal pubblico femminile maestro ha ringraziato con una galanteria: «Davanti a tante muse è facile l’ispirazione per una canzone come questa».
La partecipazione è stata intensa ed è proseguita nella cattedrale Regina Ostia, la mattina seguente con la Missa manna celebrata in campidanese da monsignor Gianfranco Zuncheddu e padre Candido Cubeddu. Toccante l’omelia che ha ricordato il flusso migratorio isolani da ogni parte della Sardegna verso l’antico lido romano. Chiusura con la chitarra e la voce di Zicca, che ha fatto risuonare nella basilica ostiense gremita di gente la dolcissima ti salvet Maria.
I gruppi Tradì zùm e Sa mitz’e su sali eseguito sul sagrat lu’e mzssa manna, coinvolgendo il pubblico nella danza dal sapore tradizionale ma anche un tantino nostalgico.