In una società come l’attuale dove l’egoismo e l’arrivismo hanno fatto perdere alcuni valori fondamentali ,riscoprire e assistere alle tradizioni cristiane che ognuno di noi ha radicato in se’ è stato come ritornare indietro negli anni.
Lo scopo principale della mia visita a Tonara è stato quello di voler rivivere momenti particolari delle tradizioni cristiane oltre a quello di stare insieme a un gruppo di amici stimatissimi e a me cari.
La festa della cittadina di Tonara ha racchiuso in se il meglio delle tradizioni Pasquali come “L’Iscravamentu” : Gesu’ viene deposto dalla croce il venerdì santo per essere portato nel sepolcro e “L’Incontro” della domenica di Pasqua di Gesu’ con Maria sua madre.
Ho assistito al concerto del gruppo Peppinu Mereu e quello femminile di Tonara al teatro comunale,struttura moderna e funzionale dove si sono alternati nell’esibizione con il coro degli alpini e un gruppo folk francese venuto dai Pirenei.
I loro canti le loro melodie, diverse nei generi, hanno dato una nota di colore e di allegria a tutta la festa. Il Gruppo Peppino Mereu ha riscoperto e valorizzato la musica della millenaria tradizione sarda e ha dato dimostrazione della propria professionalità eseguendo alcuni dei brani piu’ conosciuti come “Nanneddu Meu”. Il canto è stato apprezzato dal pubblico presente,la cui partecipazione è stata intensa, esternata attraverso applausi e richieste di bis.
Insieme a tanti turisti ho percorso le vie del quartiere “Toneri”per rivivere la rappresentazione di alcuni mestieri locali: i pastori hanno prodotto formaggi,ricotta e offerti fumanti al folto gruppo di pubblico curioso che ha potuto degustare questa genuina bontà.
Un gruppo di donne ha preparato il pane e il sapone come si faceva in tempi non molto lontani riportandomi indietro nel tempo quando anche i miei nonni facevano le stesse lavorazioni.
Il piatto forte della festa dice Adriano Demurtas produttore di torrone, e quello che ha reso famosa Tonara in tutta la Sardegna e il tutto il continente per la sua genuinità è torrone e abbiamo potuto assistere anche alla sua preparazione ,e aspettando con pazienza, l’abbiamo gustato ancora caldo tra una cialda di ostia croccante perché distribuito gratuitamente a migliaia di persone presenti alla sagra da donne che indossavano il costume tradizionale del luogo.

 

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